Google Ads e Costo per Conversione: qual è la cifra magica?

Io: “Stiamo pagando € 18 a conversione.”

Lui: “€18? Ma è tantissimo!”

Questa conversazione è la sintesi suprema di una campagna Google Ads andata benissimo. Ma è anche la testimonianza che la comunicazione è cosa complicata.

Soprattutto, è una dimostrazione di come non bisogna mai dare per scontato che le informazioni che uno ha in testa, arrivino all’interlocutore. Perché quelle stesse informazioni cambiano forma, peso e contenuto appena varcano le tue labbra.

E così ci vuole un attimo a ritrovi con un’espressione intelligente tipo questa:

Mark Zuckeberg Perplesso

Ma andiamo con ordine. Ho provato a rispondere alla domanda:
“Qual è un buon costo di conversione in una campagna Google Ads?”

E ho scritto alcune considerazioni.
Non ho una formula magica, non funziona sempre e questo articolo è stato scritto di notte. Quindi, trai le tue conclusioni.

Il costo diventa prezzo in funzione di qualcosa

Non esiste un costo elevato.
Nulla costa troppo di per sè.
E’ così anche nelle campagne Google Ads.
Qualcosa ci sembra costare troppo perché, sulla base della nostra esperienza/cultura/esigenza, non merita il corrispettivo in denaro che le è stato assegnato.

In parole più semplici: io non sarei disposto a spendere € 800 euro per un iPhone, ma spenderei tranquillamente quella cifra per:

  • un giradischi
  • la discografia in vinile dei Pearl Jam
  • un corso di danza in grado di farmi muovere come Jason Kay (e allora sì che Tik Tok diverrebbe il mio social preferito).

Il valore che io attribuisco a determinati prodotti è tale solo in funzione di ciò che il prodotto rappresenta per me.

La prima grande verità, quindi, è:
Non è possibile dire che un costo di acquisizione è alto o basso se non si hanno tutti i dati per calcolare il ritorno di investimento.

Scontrino medio, margine di prodotto e la verità di Dottor House

Lo scontrino medio è il valore versato, mediamente, nelle tasche del mio cliente, dal suo cliente. E’ un indicatore molto utile, benché approssimativo, perché mi permette di comprende quanto posso investire in costi di acquisizione.

Google Ads ti permette di utilizzare il sistema di offerte ottimizzato CPA Target, ma sono necessarie 30 conversioni in 30 giorni per avere dati sufficienti a far girare una campagna con questa impostazione.
Inoltre, Google Ads tiene conto soltanto delle spese relative alla campagna: per un vero calcolo del ROI non bastano.

Per avere un dato valido è fondamentale avere le voci di costo che contribuiscono alla vendita e la percentuale di margine sul prodotto venduto.

Percentuale di margine sul prodotto

Questa informazione possiamo averla soltanto se ci sediamo a tavolino con il nostro cliente e proviamo a ragionare insieme. Prima di affrontare questo discorso, però, c’è da ricordare il teorema di Dottor House.

“Nella condizione umana c’è una verità: che tutti gli uomini mentono. La sola variabile è su che cosa mentono.”

https://www.hallofseries.com/dr-house/house-10-citazioni-intelligente/

Difficilmente riuscirai ad avere tutte le informazioni di cui hai bisogno per settare al meglio la tua campagna e definire un costo di acquisizione SEMPRE valido. Il tuo cliente non ti dirà mai tutto, non so se per tutela o errore di valutazione. L’esperienza aiuta a trovare le risposte mancanti.

In conclusione

Larga è la foglia, stretta è la via, il costo di acquisizione giusto per tutti è una vera utopia.

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